Come uno spacciatore colombiano
Giornata spessa, ieri. Sono andato a comprare vestiti, avvenimento storico che ricorre meno frequentemente del mio compleanno. Molto meno. E stavolta mi sono dato al rinnovamento del guardaroba, un rinnovamento che chi mi conosce certamente non si aspetta. Programma per la serata: tutta la famiglia alla pizzeria King, mitico locale in cui le pizze debordano letteralmente dai piatti. Quale occasione migliore per mettere una delle nuove camicie? E così la mia dolcissima sorellina ha deciso di affibbiarmi l’appellativo di spacciatore colombiano. Proprio non capisco perché. Secondo voi?

(Sì, quella camicia è proprio azzurra. E se pensate che sia finita qui… beh, vi ricrederete, ho ben di meglio nell’amadio
.)
Quindi, tutti in macchina verso via Ascanio Sforza, che costeggia un naviglio dalle parti di Milano sud, circonvallazione esterna. Parcheggiamo e arriviamo di fronte al locale. Non gli si darebbe due lire dalla vetrina. Poi entriamo e scopriamo che sono tre sale, una più grande dell’altra, l’ultima è enorme, ci staranno cento persone. Ci danno un tavolo e cominciamo ad esaminare la tovaglietta di carta/menu, che presenta una scelta impressionante di pizze. Devo arrivare alla fine per trovare quella che voglio prendere, è la penultima della lista, ma si chiama Double ed è per due… finisce che la divido con mio padre. Sembra un po’ una fregatura, riceviamo mezza pizza a testa, ma dopo poco ci rendiamo conto che sono due pizze sovrapposte, due strati di pasta con il bordo in comune! Ho conservato l’angolo del menu per poter riportare tutti gli ingredienti:
- crescenza
- praga
- speck
- salvia
- rosmarino
- secondo strato di pasta
- crescenza
- salvia
- rosmarino
- crudo
Una bomba! E ovviamente sono stato il primo (di due, su quattro) a finire
Tornati a casa scopro che Elisa ha compiuto gli anni qualche giorno fa, e che a casa sua si festeggia. Faccio volentieri compagnia a mia sorella e mi lancio in questa avventura di sushi, metallari ubriachi, torte alle fragole, alcool, ragazze basse, Ferry Corsten e angoli scacciafiga. Cazzo, figata! (cit.)
Posted by bardo under all'una e trentacinque circa,life | Comments (4)
Sbang…che cambiamento…uhm nn dirmi che saro’ l’unico metallaro/darkettone qnd gireremo in uni….
Cmq da King ci sono andato varie volte…il calzone e’ una bomba…delle dimensioni di un bambino e condito anche in cima, giusto xche’ c’e’ ancora spazio!
Comment by Birdack
— 14 May 2006 @ 00:44
miiii se sembri il Che.
P.S. ma quante Elise compiono gli anniin questo mese?
))
Comment by Elisa
— 14 May 2006 @ 12:19
l’ultima volta che sono andata al king, ho trovato la pizza assolutamente RIDIMENSIONATA… un po’ merda sta cosa… ma a quanto pare (spero) sembra tornata normale… bene!
ciao josè maria jesus escobar!
(e jesus non è “gisas”, all’inglese, ma “hesùs”, alla spagnola!)
Comment by Neve
— 16 May 2006 @ 10:56
@Birdack: come hai visto ieri, ogni tanto ti lascerò da solo. Non troppo, però, dai
@Elisa: eh, dai, adesso, il Che… Comunque, cena in preparazione, dormi preoccupata
@Neve: in realtà anche mia sorella mi diceva che dall’ultima volta sono un po’ diminuite… tant’è che io l’ho finita senza problemi.
“Hesùs” mi ricorda un filmone idiota troppo divertente, “Big trouble – Una valigia piena di guai”… sembro troppo uno dei protagonisti XD
Comment by bardo
— 16 May 2006 @ 12:21