Improbitas e pietate?
Cerca, cerca, cerca, cerca una ragione per tutto quello che stai facendo. Perché stai facendo male a delle persone, e ci deve essere un motivo. E il motivo c’è? Non lo sai, ma a te sembra tutto così naturale, ti sembra che ogni cosa venga da sé. Così tante cose da dire, e non trovi uno straccio di ragione per farlo. Perché è tutto così ovvio che anche un bambino lo capirebbe. Un bambino, ma non i diretti interessati. Come primigenii Eloi sembrano aver perso la capacità di intendere e comprendere il mondo che gli scorre attorno, si sono costruiti un bozzolo protettivo dal freddo flusso esterno.
Ecco, qui io sono, qui io agisco, perché io sono parte del flusso, e ne detengo il controllo. Io sono intorno a loro, armato di mazze e picconi. Colpisco il loro guscio fino a romperlo, finché non capiranno. «Lo farai con forza, con cattiveria, se necessario», mi ero detto. Ebbene, è necessario, per essere fino in fondo artefice del mio destino, per mettere loro tra le mani il proprio, e colpirò senza troppi rimpianti, anche se, in fondo, sanguino.
Posted by bardo under life,nocturama | Comments (3)
“Vita, rinuncia, con me non ti conviene; ricordati di chi coi fili ti muove”. Faccio tanto male anche io, o ci limiamo entrambi o mettiamo su un’attività…
Comment by zio Gil
— 5 June 2006 @ 23:57
AAA Facciamo Male offresi. No, io sto facendo il mio mestiere. Fa male ma è il mio mestiere. Non limerò un bel nulla, non ora.
Comment by bardo
— 6 June 2006 @ 01:41
pane al pane vecchio mio, so che non ti trovi bene nella veste di colui che anche con violenza rende giustizia allo stato delle cose…ma è giusto che tu lo sia…
Comment by Sama
— 6 June 2006 @ 22:28