Finalmente jazz!
Posted on October 9th, 2006 by bardoPosted in life, music |
Oggi prima lezione alla nuova scuola di musica. Il maestro mi piace moltissimo, ci troviamo su molte cose. La prima cosa che mi ha chiesto è il motivo per cui ero lì, e io gli ho descritto il mio percorso, e dove volevo andare. Gli ho fatto anche un nome su tutti, per spiegarmi meglio: John Zorn. Oggi ero andato lì giusto per il colloquio introduttivo e invece in men che non si dica mi sono trovato col clarinetto in mano.
«Suona.»
«D’accordo. Cosa?»
«Non fare domande e suona. John Zorn è così che fa, prende lo strumento e suona.»
Poi vengono le note dolenti: ovviamente tutto quello che ho fatto finora appartiene completamente ad un’altra parrocchia, devo cambiare completamente mentalità. I denti non dovrebbero sostenere il labbro inferiore. Conoscere le scale conta, ma fino ad un certo punto, una volta che conosci alla perfezione gli intervalli li usi a tuo piacimento: non li sai, li senti. Suono più forte, e al momento non pensare alle stonature. Dimentica il battere: qui si vive in levare («due, quattro») l’accento va lì. Quando fai le scale non arrivare all’ottava, arriva alla nona. Una scala non è più una scala: sono sette.
«Hai un bel suono, pulito. Anche troppo. Sistemeremo anche quello.»
E così via, in una mezz’ora in cui discutiamo dei miei ascolti, di cosa so fare, di cosa imparerò, del punto a cui sono, della teoria del jazz, del perché facciamo certe cose e non altre. E poi, le parole che mi hanno lasciato a bocca aperta:
«Vedo che te la cavi, e fai meno fatica di altri ad adattarti al cambiamento. Non è una cosa facile. Io dico che tu, fra tre mesi, suonerai il Jazz.»

![the Gaea Muir [gr]og](http://www.gaeamuir.com/it/grog/wp-content/themes/grid_focus_public2/images/gaeamuir_horns.png)
“Tutti quanti voglion fare Jazz,
perché resister non si può al ritmo del Jazz…”
…e allora forse potrò finalmente sentirti suonare.
“Li abbiamo già i suonatori, disse il tizio della Compagnia. Lo so, e mi misi a suonare [...] ‘Cos’era?’. ‘Non lo so’. Gli si illuminarono gli occhi. ‘Quando non sai cos’è, allora è jazz’ [...] ‘Ci vanno matti, per quella musica, lassù’. Lassù voleva dire sulla nave”.
..e ricorda il ragtime è la musica su cui “Dio balla quando nessuno lo vede”
Sembra che “La leggenda del pianista sull’Oceano” vada per la maggiore eh? =)
Sei la seconda persona che conosco che suona jazz.. in culo alla balena e registra qualche brano, cosi’ da bravo geek/nerd shari tutto =D
[e nel caso tu trovi un postFIX giallo fluo, sappi che e' mio!]
Sono un ottimo jazzista.
Reeeeeeeeeeeeeeeeeb…
happy birthday!!
In bocca al lupo per le lezioni di Jazz.
Io ho scoperto un mondo diverso da quando ascolto il Jazz! Non lo suono, ma amo ascoltarlo e fotografarlo.
Un nome fra tutti: Chet Baker. Sarei solo voluta esser lì, negli anni 50, per ritrarlo così com’era, quel “bellissimo figlio di puttana”!
ciao
@dipassaggio: grazie per l’in bocca al lupo, ne avrò bisogno
Devo dire comunque che più passa il tempo più mi diverto, nonostante le difficoltà e l’enorme mole di lavoro richiesta…
Sul jazz ascoltato sono piuttosto ignorante, lo ammetto (bazzico quasi solo dalle parti del free e della roba più sperimentale), ma sto cercando di documentarmi, e ovviamente Chet Baker è sulla lista
Peppereppèèèèè
Progredìshti?
Auguri =D
Stai diventando peggio di me e ciò è male. Narraci something new.
Caro Zio Gil, accade che lavorando il sottoscritto per te il tempo per bloggare tenda a zero. E ne avrei da raccontare…