Finalmente jazz!
Oggi prima lezione alla nuova scuola di musica. Il maestro mi piace moltissimo, ci troviamo su molte cose. La prima cosa che mi ha chiesto è il motivo per cui ero lì, e io gli ho descritto il mio percorso, e dove volevo andare. Gli ho fatto anche un nome su tutti, per spiegarmi meglio: John Zorn. Oggi ero andato lì giusto per il colloquio introduttivo e invece in men che non si dica mi sono trovato col clarinetto in mano.
«Suona.»
«D’accordo. Cosa?»
«Non fare domande e suona. John Zorn è così che fa, prende lo strumento e suona.»
Poi vengono le note dolenti: ovviamente tutto quello che ho fatto finora appartiene completamente ad un’altra parrocchia, devo cambiare completamente mentalità. I denti non dovrebbero sostenere il labbro inferiore. Conoscere le scale conta, ma fino ad un certo punto, una volta che conosci alla perfezione gli intervalli li usi a tuo piacimento: non li sai, li senti. Suono più forte, e al momento non pensare alle stonature. Dimentica il battere: qui si vive in levare («due, quattro») l’accento va lì. Quando fai le scale non arrivare all’ottava, arriva alla nona. Una scala non è più una scala: sono sette.
«Hai un bel suono, pulito. Anche troppo. Sistemeremo anche quello.»
E così via, in una mezz’ora in cui discutiamo dei miei ascolti, di cosa so fare, di cosa imparerò, del punto a cui sono, della teoria del jazz, del perché facciamo certe cose e non altre. E poi, le parole che mi hanno lasciato a bocca aperta:
«Vedo che te la cavi, e fai meno fatica di altri ad adattarti al cambiamento. Non è una cosa facile. Io dico che tu, fra tre mesi, suonerai il Jazz.»
Posted by bardo under life,music | Comments (11)
“Tutti quanti voglion fare Jazz,
perché resister non si può al ritmo del Jazz…”
…e allora forse potrò finalmente sentirti suonare.
Comment by Ancestral Moon
— 9 October 2006 @ 21:53
“Li abbiamo già i suonatori, disse il tizio della Compagnia. Lo so, e mi misi a suonare [...] ‘Cos’era?’. ‘Non lo so’. Gli si illuminarono gli occhi. ‘Quando non sai cos’è, allora è jazz’ [...] ‘Ci vanno matti, per quella musica, lassù’. Lassù voleva dire sulla nave”.
..e ricorda il ragtime è la musica su cui “Dio balla quando nessuno lo vede”
Comment by Anonimo
— 9 October 2006 @ 23:31
Sembra che “La leggenda del pianista sull’Oceano” vada per la maggiore eh? =)
Sei la seconda persona che conosco che suona jazz.. in culo alla balena e registra qualche brano, cosi’ da bravo geek/nerd shari tutto =D
[e nel caso tu trovi un postFIX giallo fluo, sappi che e' mio!]
Comment by etherea`
— 10 October 2006 @ 08:22
Sono un ottimo jazzista.
Reeeeeeeeeeeeeeeeeb…
Comment by Reb
— 1 November 2006 @ 05:13
happy birthday!!
Comment by Neve
— 10 November 2006 @ 00:27
In bocca al lupo per le lezioni di Jazz.
Io ho scoperto un mondo diverso da quando ascolto il Jazz! Non lo suono, ma amo ascoltarlo e fotografarlo.
Un nome fra tutti: Chet Baker. Sarei solo voluta esser lì, negli anni 50, per ritrarlo così com’era, quel “bellissimo figlio di puttana”!
ciao
Comment by dipassaggio
— 22 November 2006 @ 10:52
@dipassaggio: grazie per l’in bocca al lupo, ne avrò bisogno
Devo dire comunque che più passa il tempo più mi diverto, nonostante le difficoltà e l’enorme mole di lavoro richiesta…
Sul jazz ascoltato sono piuttosto ignorante, lo ammetto (bazzico quasi solo dalle parti del free e della roba più sperimentale), ma sto cercando di documentarmi, e ovviamente Chet Baker è sulla lista
Comment by bardo
— 28 November 2006 @ 10:47
Peppereppèèèèè
Progredìshti?
Comment by zio Gil
— 19 December 2006 @ 10:27
Auguri =D
Comment by etherea`
— 26 December 2006 @ 12:59
Stai diventando peggio di me e ciò è male. Narraci something new.
Comment by zio Gil
— 14 January 2007 @ 19:10
Caro Zio Gil, accade che lavorando il sottoscritto per te il tempo per bloggare tenda a zero. E ne avrei da raccontare…
Comment by bardo
— 14 January 2007 @ 19:38