Punto Informatico
Posted on October 1st, 2008 by bardoPosted in g33k1ng around, wtf? | 1 Comment »

puntini... informatici

puntini... informatici
Ho trasferito il blog ad un indirizzo più umano: ora vi trovate su http://blog.bardland.org/. I vecchi indirizzi del blog e dell’rss redirigono su quelli nuovi, grazie a mod_rewrite. Che poi grazie un cazzo: ho perso mezzo pomeriggio per le sue regexp del menga. Comunque vi invito ad aggiornare i vostri bookmark, anche se tutto dovrebbe funzionare lo stesso… si sa mai che decida di ripulire il vecchiume.
CDO, non riesco a trovarne uno che sia come voglio io. Informatemi se ve ne capita sottomano uno circa così:
Sono inoltre titoli preferenziali:
Mi sa che me lo faccio da solo.
Finalmente la tanto attesa release è arrivata, e io ovviamente ho subito aggiornato. Ne vale la pena? Così a caldissimo, direi proprio di sì. L’interfaccia di amministrazione è notevolmente più leggera (prima era decisamente bloated), e anche l’editor dei post che sto testando ora pare più responsivo. Qualche miglioramento, anche se non altrettanto consistente, lo si nota perfino sulle pagine dei post, e questa è una vera boccata d’aria fresca per chi come il sottoscritto è hostato su un server dall’altra parte dell’oceano.
La vera chicca, però, è il grosso lavoro di polishing che è stato fatto dal lato amministrazione. Quasi tutto viene ormai gestito in AJAX, e cose che prima richiedevano un po’ di lavoro manuale come l’aggiunta di immagini al post diventano ora semplicissime: è possibile addirittura selezionare gruppi di immagini direttamente dal pc, che in pochi attimi vengono uploadate e organizzate in gallerie, accessibili tramite thumbnail dal post stesso! Anche la gestione dei tag ha subito una grossa rielaborazione, e ora è molto più facile aggiungere o rimuovere tag, soprattutto grazie alla nuova funzionalità di tag-completion automatico. In generale tante piccole migliorie hanno reso l’interfaccia di creazione dei post parecchio più leggera e pulita.
Le novità non sono certo finite qui, con il supporto ai temi di amministrazione, una bella revisione della sezione impostazioni, grossi miglioramenti tassonomici nell’interfaccia e molto altro, ancora non ho avuto il tempo di scoprire tutto quello che questa nuova release offre. Per quanto vale il mio parere… upgrade consigliatissimo!
Finalmente, dopo settimane di fatiche, sono riuscito a produrre un set di pacchetti decente per queste applicazioni! Cari Arduinisti, il momento è arrivato
In questo momento communitypkg sta lavorando a tutto spiano per mettere su i pacchetti, quindi tra qualche ora dovrebbero essersi propagati tra i mirror. Una grossa parte del lavoro è stata spostare i file da /opt a /usr evitando conflitti con la toolchain locale: in relazione a questo, /opt/avr/bin è stata rimossa dal PATH, quindi tutti i pacchetti che ne facevano uso dovranno essere ricompilati. L’unico in un repo ufficiale è avrdude, mantenuto anch’esso dal sottoscritto, quindi per l’occasione ho ricompilato anche questo.
Tutto questo lavoro mi permette, tra l’altro, di liberarmi della nuova build di arduino che mi stava sul groppone da un po’ di tempo… Divertitevi! ![]()
È stato un Capodanno difficile per il mio portatile: non ha particolarmente apprezzato la Moretti che gli è stata versata sulla tastiera. In effetti neanche io sono un grande estimatore della suddetta. Un’azione tempestiva mi ha permesso di salvare quasi tutto, ma un ferito è rimasto sul campo di battaglia: la tastiera, inebriata dall’alcool, ha iniziato a sputare fuori caratteri casuali a gruppi di tre o quattro.
Questo è l’inizio dell’odissea: recuperata dell’acqua demineralizzata ho smontato la tastiera pezzo per pezzo e ci ho dato una bella lavata, ma purtroppo non l’ho potuta rimontare. Durante il lavaggio, infatti, si sono staccate le capsule di quattro tasti, e finché non avrò deciso qual è il metodo più furbo per reincollarle mi toccherà girare con una tastiera usb nello zaino: non è il massimo della vita, ma fa davvero figo avere la scheda madre a vista e la tastiera retroilluminata
Così armato ero convinto di poter resistere, ma avevo fatto i conti senza l’oste: la mia tastiera infatti, essendo da desktop, non ha il tasto Fn, che tra le varie cose mi serve a cambiare la luminosità dello schermo. Mi ritrovo quindi con uno schermo semibuio (l’ultima volta era stato usato di notte) ma poco male, mi dico, tanto posso sempre usare xev per intercettare i keycode e poi rimapparli con xmodmap sui tasti multimediali della tastiera usb. E invece no. Il mio splendido portatile, ho scoperto poche ore fa, non usa un metodo standard per la gestione dell’acpi, e invece di generare eventi da intercettare richiede un complesso sistema di polling.
Dopo qualche smanettamento infruttuoso mi capita in mano il modulo omnibook: lo usavo tempo fa proprio per gestire certe cose che l’acpi tradizionale non supporta, come ad esempio la temperatura del processore, la gestione delle ventole, il touchpad… e, vengo a sapere, lo schermo! Credo di potermela cavare compilandomi il modulo (che ovviamente non è stato inserito nel main tree), ma mi sbaglio di grosso. Le strutture del kernel per la gestione degli schermi lcd sono cambiate parecchio dall’ultima release del modulo, che risale a quasi un anno fa. Per fortuna nel repository svn sono state fatte le modifiche necessarie, quindi mi basta usare quello.
Sorvolo sulle problematiche tecniche di svn in https sulla rete (mal) proxata del Politecnico («Grazie amici!») che mi hanno costretto a patcharmi a mano i file necessari (a me bastava che compilasse, e l’operazione è stata piuttosto lunga modificando due soli file, non voglio pensare al resto). Procedo dunque pedissequamente all’inserimento di svariati blocchi del tipo #if LINUX_VERSION_CODE >= KERNEL_VERSION(2,6,21) solo per trovarmi davanti a… un altro errore di compilazione!
Ora, io non ho mai veramente letto il codice di un modulo del kernel, men che meno mi è capitato di cercato di capire cosa non andasse per metterlo a posto. Questa volta mi è toccato farlo, dato che nessuno aveva ancora messo mano alla cosa. Vado a spulciare linux/backlight.h, drivers/video/backlight/backlight.c e relativi changelog per scoprire che la funzione class_get_devdata(class_device *dev) non si può più utilizzare, perché per le backlit devices è stata definita una funzione dedicata, bl_get_data(backlight_device *bl_dev), incompatibile con la precedente. Sostituisco, lancio il make… compila! Certo non significa nulla, bisogna ancora verificare che funzioni… insmod… in /proc/omnibook vengono creati tutti i nodi necessari, lcd compreso.
[root@paradigm ~]# echo 7 > /proc/omnibook/lcd
E luce fu.
Ieri ho passato una marea di tempo ad aggiornare, far funzionare, ripulire, pacchettizzare e uploadare PulseAudio e i vari software associati; era un po’ che dovevo farlo e non ho ancora finito, ma tutti i tool principali ci sono e prossimamente aggiungerò il resto. All’appello sono presenti pulseaudio, pavucontrol, pavumeter, paman e paprefs, mentre ancora mancano xmms-pulse, libao-pulse e gstreamer0.10-pulse. Forse più avanti adotterò anche libflashsupport-pulse, dato che in sua assenza il suono sotto Flash fa un po’ schifo.
A fare da colonna sonora a questa follia pacchettica i Mojow and the Vibration Army e mezza discografia degli Estradasphere, nello specifico It’s Understood, Buck Fever e Passion for Life: se gli ultimi dischi mi avevano appassionato i primi si dimostrano a mio avviso decisamente migliori. John Whooley FTW!
Intanto finalmente si avvicina il via libera per far passare gammu da [extra] a [community], così che possa mantenerlo io insieme a python-gammu e wammu: è bastata una mail ad Eric, che ha subito girato la questione in lista sviluppatori e finora i pareri sono favorevoli. Finalmente! ![]()
Si preannuncia un week end impegnato, domani ci sarà il Linux Day, seguito domenica dall’Open Day. Quest’anno a Milano si terrà addirittura in tre diverse sedi: Villa Ghirlanda a Cinisello (dove sarò io, al seguito del POuL), lo Spazio Teatro 89 in via Fratelli Zoia e il Leoncavallo in via Watteau. Mi piacerebbe garantire come sempre la mia presenza continuativa, ma domani pomeriggio non potrò esserci.
Da domani a domenica, infatti, accade che si celebri la Notte Bianca a Milano, e tra le centinaia di eventi ci sarà anche un concerto della scuola di musica Cluster, in cui dovrò esibirmi anche io con qualche piccola parte. Saremo in piazza Santa Maria Beltrade, via Torino insomma, dalle 17.00 alle 20.00 circa.
In tutto questo io dovrei come minimo ripassare i pezzi, sistemare un bug per un cazzabubbolo che dovrei portarmi dietro al Linux Day e andare in Cluster per l’ultima prova, e invece? Invece bloggo sorseggiando un buon tè. Bravo bardo.
Lo so, non è niente di che, ma era un po’ di tempo che progettavo di farlo…
Ingredienti:
Tempo di cottura: 10 minuti circa (mi sono dovuto prima accorgere che il pinout 36145278 è corretto solo con la clip dietro il plug).
Il risultato potete ammirarlo qui accanto; le prossime fasi prevedono qualche colpo di dremel per rendere il tutto meno spigoloso, magari un po’ di supercolla e l’ormai indispensabile nastro isolante nero.
Sulla scia di questa moda del postare le statistiche di accesso, ecco le più interessanti query di ricerca che, chissà come, portano al mio blog. Il tutto corredato di commentini alla Fabiux
Ma certamente tutto questo impallidisce fino a svanire di fronte all’indiscusso, incommensurabile ed inappellabile capolavoro:
aumentare la forza di gravità di una stanza
Gloria, gloria, gloria all’Ipnorospo.