Col senno di poi :: inno alla procrastinazione

Col senno di poi

Doppia delusione Queensrÿche

Posted on November 19th, 2007 by bardo
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È da molto tempo che sono un grande fan dei Queensrÿche, ho una particolare adorazione per i primi sei dischi, e sono anni ormai che attendo di vederli dal vivo. Si potrà immaginare il mio stato d’animo, dunque, quando ho visto che un loro concerto era previsto per il 20 di novembre e, come se non bastasse, era in uscita un disco interamente composto di cover da loro interpretate. Per di più, tra questi pezzi figura Heaven on their Minds, dal Jesus Christ Superstar, che adoro al punto da averla interpretata al concerto di giugno. Bene, ho vinto una doppia delusione con i fiocchi. La prima: il gruppo non terrà il concerto come previsto, a causa di poco chiari problemi familiari di un non meglio specificato membro della band. Poco male, torneranno l’anno prossimo, questa si recupera.

Il peggio viene dal disco. L’apertura è una Welcome to the Machine ben interpretata e personalizzata. La parte vocale si adatta particolarmente bene alla timbrica e al range di Geoff Tate, e anche un pezzo che non reputo tra i migliori dei Pink Floyd scivola via con molto piacere, nonostante le quadrature ritmiche tipiche di ogni band prog che si rispetti. A questo punto sono davvero pronto a gustarmi Heaven, seconda traccia del disco, e anzi la attendo con impazienza. La reinterpretazione di Tate fatica a decollare tanto che sembra a volte addirittura stonato, mentre la parte strumentale è solo tecnica e niente feeling. Pazienza, ci si accontenta, uno dei miei idoli che canta la parte che fu dell’indimenticato Carl Anderson può valere l’interpretazione non al top. O almeno lo credevo.

Proseguo nell’ascolto del pezzo: è arrivato finalmente il momento del famoso intermezzo in sette ottavi, la parte che preferisco. Ma… qualcosa non quadra… o meglio, quadra troppo. Che cos’è questa roba? Otto?

OTTO?

Il disco è finito. Mancano ancora nove tracce, ma è già finito. Comincio a scrivere questo post, intanto la musica prosegue ma ormai non la seguo più. Riesco solo a sentire una penosa Innuendo, su cui veramente non è il caso di spendere una sola parola, altrimenti a qualcuno fischiano le orecchie fino a Seattle e una ridicola Odissea, che sembra cantata da Panariello sbronzo, con tastieroni da power metal a cercare di mimare un’intera orchestra d’archi i cui pizzicati sembrano piuttosto dei colpi di piccone. A seguire, e in chiusura, Bullet in the Sky degli U2. Chiudo qui il post prima di sentirla, forse è meglio.
Delusione, non mi viene in mente altro.